in tv
teribbile
carne al fuoco gettata al vento
questo film ha lo spessore dei fogli di carta su cui è stampato il fumetto da cui è tratto
un po' più brutto della media dei film tratti da moore
treciento
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30 agosto 2014
21 settembre 2009
altro
ri-visto V for Vendetta. rivalutato.
film a parte, alan moore è il genio che ti obbliga a schierarti, mette a nudo le tue debolezze, il fascino del male ("L'Inghilterra! Regna!"), è crudo brutale estremo violentemente complesso nell'elementarietà dei temi affrontati. siamo così vicini a quel mondo? riusciremo mai a imparare dagli errori del passato? quando smetteranno di collidere le due facce della stessa violenza? fino a quando avremo bisogno di esprimerci attraverso la coercizione? capiterà mai che esca di casa senza avere il benché minimo dubbio/remora verso il prossimo, chiunque esso sia? perché siamo così imperfetti? e soprattutto perché le nostre imperfezioni tolgono molto di più di quanto non diano?
(devo smettere di fumare.) adam sutler è dentro di noi e l'inghilterra purtroppo regna
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alan moore,
v for vendetta
13 aprile 2009
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***
saga in 12 capitoli.
la capacità di moore di introdurre complessità mi colpisce.
1) tutto è ciclico (e l'opera "termina" come è iniziata - il sangue su manhattan, il diario di rorshach),
2) "nulla ha mai fine" (p. 409 di questa edizione)
...siamo tutti burattini. Io sono solo un burattino che può vedere i fili. (dottor manhattan, p. 285)
★ ★ ★ ★
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alan moore,
dave gibbons,
fumetti
25 settembre 2006
v for vendetta
diretto da James McTeigue, assistente alla regia degli ultimi due vomito-matrix, prodotto dagli stessi wachowski bros (e si vede).
sicuramente era difficile portare sul grande schermo questa complessa opera narrativa (il termine "fumetto" o "comics" in questo caso è davvero riduttivo), e quindi si può condividere l'idea di distaccarsi dall'opera originale e fare qualcosa di differente (laddove in sin city, invece, si è cercati di aderire il più fedelmente possibile all'opera: c'è persino chi è andato a verificare la posizione e contare i cerotti sulla faccia di Marv/Rourke), di seguire sì e no il complesso intreccio narrativo originale e di approfondire solo alcuni degli aspetti, dei temi e dei personaggi , di sorvolare sull'elaborata trama testuale creata da moore.
in questo senso, il risultato può essere visto come un fumetto, la trasformazione in qualcosa che non era. il risultato è ambivalente: dal punto di vista estetico (che mi pare sia sempre più importante nel cinema oggi, soprattutto dopo l'"invasione" di soggetti tratti da fumetti, cartoni, serie animate & c.) è pirotecnico, affascinante e godibile, dall'altro tutto ciò porta a un'inevitabile appiattimento, alla riduzione a una trasposizione cinematografica di un'inghilterra sotto dittatura che somiglia più a 1984 di orwell che v per vendetta di moore (e infatti i wachowski hanno voluto come interprete del dittatore l'attore john hurt, lo stesso "big brother" della trasposizione cinematografica di 1984. la citazione è evidente. o forse, da buoni americani, perché hanno preferito vedere il film piuttosto che leggere il libro).
forse si è insistito troppo sulla figura di guy fawkes. sembra matrix con la musica di superman. forse per questo che moore ha disconosciuto l'opera, dopo aver collaborato alla sua realizzazione. o forse solo perché è un pazzo furioso. 2,5
sicuramente era difficile portare sul grande schermo questa complessa opera narrativa (il termine "fumetto" o "comics" in questo caso è davvero riduttivo), e quindi si può condividere l'idea di distaccarsi dall'opera originale e fare qualcosa di differente (laddove in sin city, invece, si è cercati di aderire il più fedelmente possibile all'opera: c'è persino chi è andato a verificare la posizione e contare i cerotti sulla faccia di Marv/Rourke), di seguire sì e no il complesso intreccio narrativo originale e di approfondire solo alcuni degli aspetti, dei temi e dei personaggi , di sorvolare sull'elaborata trama testuale creata da moore.
in questo senso, il risultato può essere visto come un fumetto, la trasformazione in qualcosa che non era. il risultato è ambivalente: dal punto di vista estetico (che mi pare sia sempre più importante nel cinema oggi, soprattutto dopo l'"invasione" di soggetti tratti da fumetti, cartoni, serie animate & c.) è pirotecnico, affascinante e godibile, dall'altro tutto ciò porta a un'inevitabile appiattimento, alla riduzione a una trasposizione cinematografica di un'inghilterra sotto dittatura che somiglia più a 1984 di orwell che v per vendetta di moore (e infatti i wachowski hanno voluto come interprete del dittatore l'attore john hurt, lo stesso "big brother" della trasposizione cinematografica di 1984. la citazione è evidente. o forse, da buoni americani, perché hanno preferito vedere il film piuttosto che leggere il libro).
forse si è insistito troppo sulla figura di guy fawkes. sembra matrix con la musica di superman. forse per questo che moore ha disconosciuto l'opera, dopo aver collaborato alla sua realizzazione. o forse solo perché è un pazzo furioso. 2,5
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v for vendetta
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