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05 marzo 2016

Daniele Ciprì, È stato il figlio (2012)

in tv.
con toni servillo.
ma che è?! malavoglia da quattro soldi.

16 febbraio 2016

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

dal 10 novembre al 7 febbraio 2016, palazzo della ragione milano
come per la precedente, c'è una tale quantità di bellissime immagini da far girare la testa.
henri cartier bresson, robert capa, david seymour, william klein, sebastião salgado, helmut newton, paul strand, michael ackerman, joel meyerowitz, steve mccurry, martin parr, nobuyoshi araki


09 maggio 2015

06 dicembre 2014

Mario Martone, Il giovane favoloso (2014)

giacomo leopardi visto nel terzo millennio.
mario martone riesce a far appassionare alla figura di leopardi. con Noi credevamo e questo ha dimostrato che l'educazione è noiosa solo se si vuole. dovrebbero affidargli rai scuola, o qualcosa di simile. elio germano da oscar.
★ ★ ★ ★ 


07 gennaio 2012


l'italia spiegata a un marziano
(all the girls standing in the line for the bathroom)

20 novembre 2011

Officine Grandi Riparazioni, Torino: Fare gli Italiani

"La mostra racconta la storia dell’Italia dall’Unità nazionale a oggi: non una successione di avvenimenti, ma una storia di persone. ... La mostra mette in scena i principali elementi che hanno tenuto insieme gli Italiani e i fattori che, viceversa, hanno mantenuto o alimentato divisioni, rappresentandoli attraverso una pluralità di narrazioni e di linguaggi. L’allestimento multimediale, creativo e tecnologico invita il visitatore a scegliere i propri percorsi e ad esplorarli in modo interattivo, lungo due direttrici che corrono parallele. La prima è il filo cronologico, ... la seconda è costituita da tredici “isole tematiche”, dedicate ai fenomeni che maggiormente hanno influito sul profilo degli Italiani: Italia delle città, campagne, scuola, chiesa, migrazioni, Prima Guerra Mondiale, Seconda Guerra Mondiale, partecipazione politica, mafie, fabbriche, consumi, trasporti, mezzi di comunicazione di massa."

Torino, corso Castelfidardo 22

08 settembre 2011

F. Rampini, San Francisco Milano. Un italiano nell'altra America


milano fa schifo, san francisco è cool. nella realtà non è proprio così, ma si può in parte essere d'accordo. il punto è - e allora? libro datato, aggiornato solo parzialmente, che non considera come dovrebbe i (pochi?) pregi di milano e i (pochi?) difetti del sistema sf, essendo una raccolta di articoli riferiti al periodo in cui sono stati scritti. con un cappello introduttivo scritto ex novo e una sparata a zero finale sul berlusconismo. grazie, ne avrei fatto volentieri a meno. soprattutto da rampini mi sarei aspettato di più.

14 gennaio 2011

Il futuro dell'Italia passa (anche) da qui



Bisogna studiare in università scientifiche "piuttosto che tanti corsi di laurea inutili come Scienze delle Comunicazioni (sic) o in altre amenità" che non aiutano a trovare lavoro.
Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, laureata in Giurisprudenza, notoriamente facoltà tecnico-scintifica



"Abbiamo bisogno di ingegneri, abbiamo bisogno di tecnici importanti. Una sola preghiera: non vi iscrivete a Scienza della comunicazione (sic), non fate questo tragico errore, che paghereste per il resto della vita."
 Bruno Vespa, giornalista della TV pubblica italiana dal 1962. Televisione, ergo comunicazione. Laureato in Giurisprudenza.

Qui un commento a riguardo.
Qui uno studio 2009 dell'ISTAT a riguardo.

26 dicembre 2010

02 giugno 2010

foto


Galleria Forma Milano
La fotografia in Italia 1945-1975
Capolavori dalla collezione Morello
trent'anni di fotografia in italia attraverso eccezionali stampe originali in condizioni perfette tratte dalla collezione del fondatore dell'Istituto Superiore Scuola di Fotografia. che purtroppo pubblica libri pregiati per l'occasione scontati del 50%. purtroppo perché m'è toccato di spendere un patrimonio





Galleria Carla Sozzani (Corso Como, 10) Milano
World Press Photo 2010
selezione di reportage, news ritratti scienze ecc. come sempre di qualità impeccabile. solo che non sapevamo chiudesse alle 19.30 quindi ci hanno gentilmente buttato fuori a calci non ho visto un pezzo e non ho preso il catalogo adesso mi tocca andare a cercarlo ma vaffanculo







vedendo a due giorni di distanza queste due mostre - una di foto da pellicola vecchie anche di 50 anni l'altra attuale e solo in digitale - mi chiedo cosa si stia perdendo l'umanità con l'estinzione della pellicola.
certo, la digitale è più netta, precisa, nitida, anche con rumore, sgranatura e sfocatura. ma più fredda. certo, dipende anche dal supporto, e con stampe di qualità anche la digitale ha una resa notevole, con foto notevoli. le stampe da pellicola (soprattutto in b/n) però hanno uno smalto una profondità un'emozione per me irraggiungibili dal digitale. e ci stiamo perdendo tutto questo. è come se svanisse la pittura a olio per motivi commerciali. e anch'io contribuissi.

12 maggio 2010

Cerca di pagare tv Lcd come verdure

Cerca di pagare tv Lcd come verdure
Genova, cambiava etichette ai prodotti.

Forse cercava il grande affare e, delusa dalle offerte, ha pensato bene di riadattare i prezzi alle sue aspettative. Una donna napoletana di 43 anni ha tentato di truffare un supermercato di Genova, applicando a diversi elettrodomestici, tra cui un televisore, le etichette dei prezzi che stampava nel reparto ortofrutta pesando sedano, aglio e pomodori. Così, ecco che la tv Lcd costa solo 39 centesimi. Scoperta dai dipendenti, è stata denunciata.
Niente promozioni da urlo o sconti da capogiro, quindi. Solo tanta astuzia che potrebbe, è proprio il caso di dirlo, costarle cara. La donna ha riempito il carrello di elettrodomestici e prodotti non proprio economici. Prima di recarsi alla cassa, però, ha pensato bene di passare al reparto ortofrutta. Nessun acquisto dell'ultimo minuto. All'astuta quarantatreenne servivano solo un po' di etichette da applicare alla merce che aveva preso.

Come per magia, grazie alla collaborazione di qualche sedano, il prezzo della la tv Lcd scende a 39 centesimi. Tolto dalla bilancia il sedano, ecco l'aglio e un'etichetta nuova di zecca pronta da applicare alle casse per lo stereo che passano da 29,90 euro a 29 centesimi. Alla fine, la signora sperava di portarsi a casa una spesa del valore di 355,99 euro pagando 4,28 euro.

Lo shopping, però, non è andato come previsto. I dipendenti dell'ipercoop l'Aquilone di Genova Bolzaneto si sono accorti del "giochetto" e hanno chiamato la Polizia. La donna è stata denunciata.

(tgcom. mediaset.it, 10/5/10)

25 novembre 2009

litagliano


cerimonia hai caduti

01 ottobre 2007

Sfida ad armi impari contro l’impunità

La testimonianza del procuratore Bruno Tinti. I tempi di prescrizione e i carichi di lavoro dell’amministrazione diventano un aiuto per chi compie reati

«Toghe rotte, la giustizia raccontata da chi la fa», Edizioni Chiarelettere 12 euro.

«Ogni lunedì mattina, a Torino, due poliziotti bussano alla porta di un procuratore del tribunale: bisogna compilare le richieste di decreti penali per violazione dell’articolo 186 del Codice della strada, quello della guida in stato di ebbrezza. Ma chi lavora lì, il procuratore aggiunto Bruno Tinti, si arrovella da tempo: «Ma perché non possono farsi pagare gli stessi 900 euro a cui li condanniamo noi? Tanto più che i nostri 900 euro non li pagheranno mai. Succede così: noi chiediamo il giorno stesso al gip di fare il decreto penale, però glielo mandiamo tra due anni perché la cancelleria prima non ce la fa; il Gip ci mette altri due anni a fare le notifiche. A quel punto è scattata la prescrizione e l’ubriaco al volante non paga nemmeno un euro».
Paradossi come questo spiegano perché la giustizia italiana non funziona. Tinti li ha raccontati nel libro «Toghe rotte», edito da Chiarelettere, di cui ha parlato ieri intervenendo al programma «Viva Voce», su Radio 24. Non c’è un filo di retorica nelle pagine scritte dal magistrato di Torino: al contrario, il libro è una lucida ricostruzione di chi è chiamato ad amministrare la giustizia ma deve fare i conti con un sistema desolante.
«Ma lo sanno i cittadini italiani che, vista la prescrizione, noi lavoriamo spesso per niente?» chiede provocatoriamente Tinti. E invita ad analizzare i reati di tipo finanziario, settore in cui il magistrato è specializzato: «In Italia bancarottieri, evasori, truffatori hanno vita facilissima – racconta Tinti – ci sono alcuni processi che neppure cominciano e sono già prescritti. Faccio un esempio: poniamo che la Guardia di Finanza oggi stesso vada a controllare i bilanci di una società e faccia la verifica fiscale dal 2003 al 2006. Per fare la verifica ci mette un anno e magari scopre un falso in bilancio del 2005. Quando il rapporto arriva sulla mia scrivania è già la fine del 2008. A quel punto me la fate fare un’indagine? Il che vuol dire esaminare conti bancari all’estero, controllare commercialisti spesso con sede a Londra. Questa indagine, se lavoro come una bestia, dura almeno un anno e mezzo. La prescrizione per falso in bilancio, per una società quotata in Borsa, scatta a sette anni e mezzo. Risultato: non arriviamo nemmeno alla sentenza di primo grado».
Gli esempi contenuti in «Toghe rotte» a volte sono spassosi, in altri casi si ride per non piangere. Inarrivabile il racconto di «come ammazzare la moglie e vivere felici», nel quale si spiega come è possibile compiere un uxoricidio e cavarsela con appena cinque anni di carcere. Il tutto applicando rigorosamente il Codice. «Nei confronti del quale – aggiunge polemicamente Tinti – non voglio dire una sola parola».
Con tutte le garanzie previste a difesa dell’imputato, in carcere ci vanno sempre meno persone: «Ormai ci finisce solo qualche omicida, qualche rapinatore e una sterminata quantità di extracomunitari che rubacchiano o spacciano», prosegue Tinti. «Il sistema non dà risposte. Una pena di tre mesi inflitta il giorno stesso o quello successivo la commissione di un reato ha un effetto deterrente. Invece una pena finta di sei anni, inflitta dieci anni dopo il reato, vuol dire che si può delinquere impunemente».
(Il Sole-24 Ore, 29/9/2007)