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10 ottobre 2011
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14 ottobre 2010
13 giugno 2010
23 maggio 2010
cosa cazzo fare alle 7 di domenica mattina quando diventi vecchio
(sette di mattina ostia)
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05 maggio 2010
ultracorpi
Risultato della specialità 48 ore ai mondiali Ultra Marathon a Gols in Austria del maggio 2009. Primo Tiziano Marchesi con 404 km. Record italiano e secondo tempo dell'anno. Marchesi detiene anche il record italiano sulle 24 ore con 236 km...
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21 marzo 2010
08 marzo 2010
Formula di Tanaka
FcMax = 208 - (0,7 x età)
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11 settembre 2009
acido lattico
ho ripreso a correre. poco, una dozzina di minuti.
ma ho le gambe di marmo.
ma ho le gambe di marmo.
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19 luglio 2009
molto teoriche e dense le prime 200 pagine, tecniche le successive 100 ed esemplificative le ultime 50. destinato ad agonisti e soprattutto allenatori, e io non sono né uno né l'altro. ho fatto molta fatica (e diversi innesti di peanuts) a decidere di non piantarlo lì. forse non dovevo nemmeno cominciarlo?
★ ★
05 luglio 2009
De La Soul, Are You In? Nike+ Original Mix (09)
A parte queste inutili considerazioni, questo mix regge abbastanza bene, non ha vistosi e prolungati cali di ritmo (a parte forse verso la metà dove si smoscia un po'), quindi per correre tre quarti d'ora in scioltezza va bene.
Visto da un punto di vista squisitamente musicale, non sono molto interessato al motivo per cui l'hanno fatto, se per onorare (o concludere) un contratto, se perché era il modo più "facile" per ripartire; non mi interessa nemmeno quanto impegno e tempo vi abbiano dedicato: gira alla grande e funziona a dovere.
★ ★ ★ ☆
17 maggio 2009
5° Giro del parco collinare, San Colombano al Lambro
i arrived late, the start/finish and subscription place was not indicated properly, so i started alone without my group other guys annnnddd wow! very hard race: 12.5k with > 500 m difference level (500 up and 500 down) made of 16 slope and descent, some short some long and hard. at 4th-5th i had to walk and bend forward to pass under branches. at 8k right heel started hurting because of violent descents. i've run 'just' 12k but i'm much more tired than after the other 20k race. they say such up-and-down train is really useful but my heels don't agree... landscape is really amazing.
p.s.: how tasty was the plate of pasta after the race, at 10 am!
p.p.s.: race pack included: lemon tea 200 ml, vanilla biscuits 150 g, natural water 500 ml, one smashed cherry croissant, deodorizing wet wipes, spaghetti 500 g and a meat thermometer!
10 maggio 2009
Dresano, 33ma Marcia san Giorgio, Quater pas per un vitel
quater pas per un vitel senza vitello come premio, ma una "torta della mamma" per tutti. più o meno metà asfalto e sterrato, ma anche erba e campi di mais appena seminati, come al "solito"). bella, ho corso gli ultimi 4k a 10,7 km/h per arrivare a 6:00 min/km nelle 2 ore, il che significa che posso spingere oltre. ovviamente pb sui 20k. ultimo kilometro sofferto, un po' psicologicamente un po' di ginocchia ma parecchio soddisfatto. buffo alzarsi alle 6 o alle 11 di domenica mattina e fare colazione alla stessa ora - ma con una 20k di differenza in mezzo. oggi (lunedì) ginocchia calde. ma penso di uscire lo stesso per una sgambatina leggera.
quater pas per un vitel senza vitello come premio, ma una "torta della mamma" per tutti. più o meno metà asfalto e sterrato, ma anche erba e campi di mais appena seminati, come al "solito"). bella, ho corso gli ultimi 4k a 10,7 km/h per arrivare a 6:00 min/km nelle 2 ore, il che significa che posso spingere oltre. ovviamente pb sui 20k. ultimo kilometro sofferto, un po' psicologicamente un po' di ginocchia ma parecchio soddisfatto. buffo alzarsi alle 6 o alle 11 di domenica mattina e fare colazione alla stessa ora - ma con una 20k di differenza in mezzo. oggi (lunedì) ginocchia calde. ma penso di uscire lo stesso per una sgambatina leggera.
04 maggio 2009
the regent's park summer 10k series - may 2nd 2009 (10.11 km.)
sveglia alle 5, colazione, ansia, in macchina con massimo e la fra senza benzina fino a regent's park, 8 meno venti... nessuno.
aspettiamo l'organizzatore rincoglionito (e le sue badanti), ci iscriviamo (con molta calma) e poi ci accomodiamo al caffè del parco (aspettando che apra). si parte alle 9, nel frattempo siamo diventati 350, organizzazione spartana, solo acqua del rubinetto al rifornimento e banane alla fine, percorso con salitelle ma non troppo, "mostly flat", 3 giri da 3 chilometri e rotti. inizio cauto, anche perché rimaniamo imbottigliati, la strada è stretta, massimo rimane con me poco ma lo vedo da dietro per qualche chilometro. aumento prima, poi perdo il ritmo a un terzo, verso metà accelero e reagisco bene. recupero un po' di persone, soprattutto gli ultimi due chilometri, a parte qualche coglione che fa un rush finale da centometrista. 53:32 (54:05 ufficiale), personal best, anche massimo fa il suo pb così siamo tutti contenti. so che posso migliorare (ovviamente, avendo abbassato di un minuto e mezzo), forse partendo più forte e mantenendo la velocità. certo, 10k è un po' corta. domenica prossima 15k?
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| 090502regentspark (photos by Fra) |
aspettiamo l'organizzatore rincoglionito (e le sue badanti), ci iscriviamo (con molta calma) e poi ci accomodiamo al caffè del parco (aspettando che apra). si parte alle 9, nel frattempo siamo diventati 350, organizzazione spartana, solo acqua del rubinetto al rifornimento e banane alla fine, percorso con salitelle ma non troppo, "mostly flat", 3 giri da 3 chilometri e rotti. inizio cauto, anche perché rimaniamo imbottigliati, la strada è stretta, massimo rimane con me poco ma lo vedo da dietro per qualche chilometro. aumento prima, poi perdo il ritmo a un terzo, verso metà accelero e reagisco bene. recupero un po' di persone, soprattutto gli ultimi due chilometri, a parte qualche coglione che fa un rush finale da centometrista. 53:32 (54:05 ufficiale), personal best, anche massimo fa il suo pb così siamo tutti contenti. so che posso migliorare (ovviamente, avendo abbassato di un minuto e mezzo), forse partendo più forte e mantenendo la velocità. certo, 10k è un po' corta. domenica prossima 15k?
12 aprile 2009
e allora domenica scorsa ho partecipato alla stramilano.varie sensazioni, che ancora devo assimilare.
sabato vado a rozzangeles con massimo, che essendo foresto ancora deve fare il certificato medico. poi san donato -> duomo a ritirare il pacco gara.
la sera a cena dai miei e poi preparo la"roba", nello zaino metto un po' di tutto, non avendo esperienza di mezze. maglie, tessuti, liquidi, solidi, asciugamano ecc.
domenica si parte con un contrattempo (con massimo - nonostante sia logorroico a livelli mondiali, o forse per quello - non ci si annoia mai da quel punto di vista), lasciamo la macchina sempre a san donato, metropolitana, folla, castello, deposito borse, stretching e preparazione. non molta emozione devo dire, sensazioni positive, è bello vedere tanta gente e un discreto folklore a milano che non siano per un aperitivo o simili. continuo a stare tranquillo, ci avviciniamo alla partenza, attesa, speaker rompicoglioni ma non troppo.
partono i pro, poi cannone, nel senso dello sparo (anche se di quell'altro tipo mi dicono ce ne fosse), e si va. si muovono quelli prima di noi, poi lentamente anche la massa parte. cammina, poi corricchia, poi prende il ritmo e finalmente si va. è bellissimo sentire il rumore di migliaia di scarpe che rullano sul pavée coi proprietari in silenzio a concentrarsi sulla gara. continuo a ripetermi di andare tranquillo e non partire troppo forte, ma effettivamente 6:00 min/km sarebbero stati troppo prudenti... infatti tengo i 10,8 kmh (5:33/km). massimo non lo vedo più e penso che sia ormai lontano. già i kilometri non mi tornano tra cartelli e garmin, e come appurerò poi su internet e parlandone è una sensazione comune. l'ipotesi più probabile è che tornando al percorso "vecchio", misurato meno accuratamente, la distanza non sia 21,097 km ma ben 3-500 metri di più.
verso i 3k siamo ancora discretamente compatti e al primo rifornimento prendo solo acqua, mica spugnaggio. le spugne e il gatorade da qui in poi saranno un miraggio, perché troveremo io e i temporanei vicini solo tavoli vuoti. per il gatorade poco male, ho le mie scorte "ad uso personale", ma lo spugnaggio sicuramente avrebbe alleviato il caldo. sì, perché la pioggia di poche ore prima, complice la temperatura che si alza velocemente, restituisce dall'asfalto un'umidità poco sopportabile. tant'è che dal 10° km in poi anche se mi sento bene decido di inaugurare l'enervit gel, che è una via di mezzo tra il detersivo per i piatti e il gel per capelli, avendone preso il sapore da uno e la consistenza dall'altro. immediatamente mi dico: una volta finito, mai più. tanto, fino a quando non farò gare più lunghe di 2 ore, questi sono un di più.
12° km, mi sento bene, ma comincio a sentire il caldo. ritrovo massimo in cagotto da iper carb loading. mah! intanto milano mi scorre di fianco (e non il contrario) e io sono indeciso se concentrarmi sulla corsa o guardarmi vie, strade, edifici, monumenti e soprattutto traffico, che per la prima volta è lui ad aspettare che io passi. pochi tifosi e sostenitori, ma la gente che è ai bordi a vedere passare i corridori è numerosa, per fortuna molta più dei coglioni che suonano il clacson o che urlano ai vigili. fa strano constatare che esistono davvero i milanesi che devono PER FORZA andare in centro in macchina/suv/moto, che non possono fare nemmeno 1 km a piedi (o in metropolitana). tutti disabili, o anziani o con problemi di deambulazione o accompagnatori. oggi la città è in mano ai podisti, ai pedestrian, ai ciclisti, a chi emette zero sostanze inquinanti (a patto di non assumere troppo enervit gel). grazie vigil-antes per essere stati inflessibili e non aver fatto passare nemmeno il poliziotto, probabilmente con la propria auto privata. so che correre in mezzo a questo inquinamento fa male, ma è bello lo stesso.
intanto sono al 15°, e il ritmo pazzesco fin qui tenuto e che anzi ho incrementato tra 5 e 15 k comincia a farsi sentire, mischiandosi all'afa anomala. pensavo di rallentare un po' ma non così tanto. kilometro 16, comincio a sentire i crampi che salgono, e allora in poco tempo prendo sia l'integratore di sali che il secondo gel (che probabilmente a questo punto non serve a niente ma è come nando de napoli in nazionale, fa spogliatoio, morale).
al 17° mi fermo a camminare per la prima volta e per qualche metro, cosa che farò ancora, più o meno al 18° e al 20°, sempre incerto se camminare veloce, corricchiare o provare a stirare i muscoli. saggiamente niente stretching, ma arranco fino al 20°, poi non mi fermo più. dopo poco inizia la lunga sequela di archi pubblicitari, ormai il garmin non fa più testo, non si capisce qual è l'ultimo km, un paio di curve e sono dentro l'arena e in fondo alla stramilano!
tempo non esaltante ma importa poco, dopo tutto è la mia prima mezza, la prossima andrà sicuramente meglio, porto a casa una bella esperienza, fatta da solo, in due e in seimila, e la consapevolezza che milano sa essere molto ma molto meglio di come appare tutti i giorni (o sono io che non vedo la parte sana?).
per oggi può bastare, abbiamo inciso abbastanza i nostri nomi nelle pagine della storia, la prossima volta imparerò dagli errori che ho commesso oggi e ne farò degli altri che mi aiuteranno a migliorare ancora, a godermi la felice sfida con la fatica.
per ora ho molta voglia di confrontarmi con le medie distanze (chissà, dopo la pausa di pasqua il 19 provo i 24 km), magari fino a 30 km, ma 42 km forse sono troppo impegnativi per il momento, e vanno preparati davvero più scrupolosamente di quanto non stia facendo adesso. forse ora - martedì notte - parlano i polpacci, i quadricipiti e l'interno cosce che pulsano, cigolano e sono ancora pieni di acido lattico.
l'importante è non venire a contatto troppo frequentemente con enervit gel.
e di non prendere per oro colato, verità assoluta, tutto quello che mi viene propinato di persona o su internet. setacciare gli utili consigli dalla fuffa.
usare buon senso e ascoltare il proprio corpo, no?

p.s.: leggo che "Nel piazzale antistante l'Arena, 30 cuochi e camerieri distribuiti su due cucine da campo hanno servito 4500 pasti (anche per ciliaci e vegetariani) in una tensostruttura capace di far sedere 450 persone alla volta per un menu a base di pasta (500 ikg utilizzati) al pomodoro (100 kg), panini (4000) da riempire col salame (vari bancali di prodotto confezionato), 200 mele. ''Ma non solo -racconta Antonio Arosio delegato di Protezione Civile del Comitato provinciale CRI di Milano- Abbiamo allestito anche 16 tende dove abbiamo stivato, custodito e smistato 6000 borse degli atleti della mezza Maratona e 5 tende pneumatiche per spogliatoi, sala massaggi, sala operativa. Un lavoro logistico che ha impegnato 5 mezzi pesanti (bilici) e 8 mezzi da carico oltre a 15 tra autovetture e pullmini per il trasporto del personale''.
io ho visto solo il deposito borse... sarà stata la troppa concentrazione!
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07 aprile 2009
Luca Speciani, Lo zen e l'arte della corsal'approccio zen all'"arte" della corsa.
si propone di essere divulgativo, poco tercnico, sia per principianti che addetti ai lavori.
alcune idee sono interessanti, ma troppo spesso è ridondante, macchinoso e approssimativo. poco zen? talvolta esprime concetti poco condivisibili - cosa assolutamente legittima, ma facilmente confutabili e non supportati da spiegazioni esaurienti. interessanti le idee ma troppo spesso fumosa l'esposizione. mi è piaciuto leggerlo, ma quant'è tortuoso, poco discorsivo. non so se lo consiglierei.
★ ★
22 aprile 2008
20 aprile 2008
Dean Karnazes "Ultramarathon Man"
Dean Karnazes racconta come è diventato, anzi, come ha scoperto di essere, un ultramaratoneta, quando cioè è entrato a far parte di quell'esclusivo club di coloro che possono dire di aver corso distanze più lunghe di una maratona. Lo fa con semplici ma efficaci racconti di performance che analizzate razionalmente hanno dell'incredibile: nel corso degli ultimi 15 anni ha macinato 200 km negli infernali 50 °C del deserto, una maratona al Polo Sud a meno 40 °C, 400 km consecutivi in 48 ore senza fermarsi e così via.
Ero molto prevenuto nei confronti di questo libro. Infatti non l'ho comprato, mi è stato prestato; pensavo di leggere le gesta di un pazzo esagitato. In realtà è l'appassionante ma consapevole racconto di un viaggio che dura da un paio di decenni attraverso se stesso, spinto oltre i propri limiti dal fuoco che gli arde dentro, nel tentativo di capire quanto oltre si può spingere l'essere umano, fino a dove arriva il corpo e da dove vale solo la forza di volontà, dove si fermano le gambe e si corre solo con il cuore.
La cosa che personalmente mi ha colpito di più è ovviamente la vicenda personale di questo "pazzo", che ha iniziato a correre per sfogarsi e liberare i demoni che lo tormentavano dopo la scomparsa di una persona cara, e che durante il giorno è un padre che accompagna le figlie a scuola, un marito, un manager d'azienda dalle nove alle cinque, e nelle restanti ore della giornata (soprattutto della notte, perché non vuole togliere prezioso tempo alla sua famiglia) e nel week end si permette di sottoporre il proprio corpo a sforzi sovrumani, impensabili per la quasi totalità del genere umano.
Come si fa il lunedì mattina a essere puntuali al lavoro dopo aver corso per due giorni di seguito fino a poche ore prima? Come si fa ad alzarsi alle quattro di mattina e correre per tre ore, tornare a casa, portare le bambine a scuola, andare al lavoro e poi correre ancora, alla sera? E' qualcosa che non si spiega soltanto dicendo "Questo è pazzo", c'è dell'altro. Non basta la spiegazione razionale, bisogna ovviamente coinvolgere la psiche e i suoi labirinti.
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