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22 agosto 2015

parole

c'è chi ne usa a migliaia, come emidio "mimì" clementi, che dà seguito a un tour di reading con Notturno americano (2015), che racconta storie "americane" di inizio novecento, piccole grandi storie di antieroi, come il "suo" emanuel carnevali, gente umile con una vita difficile che li lascerà sempre ultimi.



c'è chi non ne ha affatto bisogno, come paolo spaccamonti, che attraverso Rumors (2015) con grande personalità costruisce mondi strumentali intriganti e senza tempo. possiede la rara dote di uno stile non derivato, che conquista e non fa mai calare l'attenzione.



26 marzo 2012

Emanuel Carnevali, Il primo dio
 giovane vita stroncata dal male e vista attraverso la sua lente distorta e surreale. buoni il romanzo e i racconti, trascurabile il resto
★ ★ ★

p. 77
Quanto di me stesso ho lasciato nelle camere ammobiliate? non meno dei capelli caduti che ho lasciato su ciascun cuscino? Quanto della vita è stato stracciato, lacerato e mortificato e asservito dalle camere ammobiliate d'America? Se tutte le ore che ho passato in camere ammobiliate potessero diventare dure come grani dfi rosario, esse formerebbero le note di un grido senza fine, che, forse, raggiungerebbe le orecchie di Dio. Tutto ciò che mi è capitato accadde in un'interminabile notte attraverso la quale io ressi la debole lampada che ora sta per estinguersi. 

p. 103
Ma non parliamo più dei posti in cui ho lavorato! Siano tutti maledetti! Non ho mai avuto un'ora di lavoro piacevole, non una sola ora, a meno che non fossi ubriaco, il che mi accadeva spesso. Trascinavo da un posto all'altro, con una certa ostinazione, questo mio corpo affaticato, eternamente stanco, eternamente ammalato. Dovevo vivere, ma avevo tutta l'America contro, tutta quell'incessamte spinta al lavoro. Chiedevo incessantemente aiuto a gran voce, con rabbia, ma i miei appelli rimasero inascoltati. Cantai le mie flebili canzoni, come un'allodola sperduta nel cielo immenso della vita. Ero a pezzi, debolissimo. I pochi momenti di conforto e di pace erano quando lasciavo un lavoro con qualche soldo in tasca... sufficiente a tirare avanti per un paio di giorni.

p. 370
Arthur Rimbaud
Rimbaud è l'Avvento della Giovinezza. Qualsiasi altra cosa al mondo, quasi, è sfiducia nella Giovinezza; diplomatici, uomini di stato, dirigenti di ogni genere, generali, sono tutti vecchi, perché sostengono stranamente che l'età avanzata sia maturità - come se una mela fosse matura quando è raggrinzita. Qualsiasi altra cosa al mondo, quasi, tranne i poeti, che hanno tutti creduto nella Giovinezza, è una consacrazione dell'errore secondo cui la vita è dalla Giovinezza in su, mentre è dalla Giovinezza in giù.