in tv
lucido e spietato - la crudeltà osservata da un microscopio - esteticamente e formalmente potente.
quello che mi convince meno è la tesi di fondo. nonostante la mia avversione per l'imposizione rigida, bigotta, ipocrita, sbagliata di parte di certe chiese, non può essere usata come metafora del terreno fertile, dell'ambiente favorevole in cui sono nate le tragedie che hanno investito l'europa pochi decenni più tardi, vedi nazismo in germania. forse ne sono la concausa, ma certo è troppo riduttiva una simile ottica.
questo film ha un corpo bellissimo ma le ossa fragili
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01 settembre 2014
24 agosto 2014
Primo Levi, Se questo è un uomo, La tregua (1947, 1963)
l'atrocità dei campi di annientamento, l'aberrazione dell'essere umano, il ritorno dall'inferno.
l'uomo non impara mai dai propri errori. eppure, primo levi riesce a trovare un filo di speranza, nonostante tutto.
Francesco Rosi, La tregua (1997)
john turturro, rade serbedzija, roberto citran, massimo ghini, claudio bisio, andy luotto
forse non è possibile rendere per immagini la tregua ma il tentativo di rosi è comunque apprezzabile
l'uomo non impara mai dai propri errori. eppure, primo levi riesce a trovare un filo di speranza, nonostante tutto.
Francesco Rosi, La tregua (1997)
john turturro, rade serbedzija, roberto citran, massimo ghini, claudio bisio, andy luotto
forse non è possibile rendere per immagini la tregua ma il tentativo di rosi è comunque apprezzabile
22 agosto 2014
Edgar Reitz, Heimat (1984)
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19 gennaio 2012
un cittadino europeo scopre che un tesoro di famiglia (quadro? scultura? oggetto piccolo? prezioso? materiale o immateriale?) proviene in realtà da un'altra famiglia ebrea sterminata dalla shoah e dispersa in europa (italia? mondo?) a cui è stato strappato. questo cosa significa, che un passato parente ha avuto a che fare con il regime nazista/fascista? è stato legalmente acquistato? non si sa.
deciso a restituire il bene, dopo un'intensa ricerca, trovato il legittimo proprietario, si trova ad affrontare il suo rifiuto (sopravvissuto o erede? forse meglio erede, che non ha subìto di persona la shoah, ma che l'ha vissuta attraverso i racconti, i ricordi. di un padre?). non vuole ricordare: l'oggetto lo riporta al dolore oppure è motivo di vergogna. vergogna di mostrarsi ebreo, di essere sopravvissuto, perché il male ha vinto e continua a proliferare, è il motore che muove la macina
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15 marzo 2010
il pigiama con il bambino a righe
in dvd
M. Herman, Il bambino con il pigiama a righe (08)
mi sembra che il film fallisca tutti gli obiettivi che chi lo ha creato si era prefissato.
è pieno di pregiudizi, male recitato e patinato (che dovendo presentare il dramma della shoah è un'aggravante).
non vuole essere un diario di anne frank (perché dovrebbe?), non vuole replicare Schindler's list perché non può essere né l'uno né l'altro.
semplicemente è brutto e fatto male.
forse dovremmo addebitare anche questa operazione ai nazisti, alla razza umana.
si salvano pavel (david hayman), la madre (vera farmiga) e schmuel (jack scanlon).
un goffo tentativo di pseudovittimismo che come cittadino di questo mondo quasi mi offende. credo che il peccato originale stia nel romanzo da cui è tratto, ma non avendolo letto (ho solo visto un'intervista dell'autore) non mi pronuncio.
secondo me è il modo peggiore per spiegare la shoah ai bambini, o per provare empatia per gli internati.
almeno Train de vie era ben fatto e ironico, aveva una sua chiave di lettura.
☆
M. Herman, Il bambino con il pigiama a righe (08)
mi sembra che il film fallisca tutti gli obiettivi che chi lo ha creato si era prefissato.
è pieno di pregiudizi, male recitato e patinato (che dovendo presentare il dramma della shoah è un'aggravante).
non vuole essere un diario di anne frank (perché dovrebbe?), non vuole replicare Schindler's list perché non può essere né l'uno né l'altro.
semplicemente è brutto e fatto male.
forse dovremmo addebitare anche questa operazione ai nazisti, alla razza umana.
si salvano pavel (david hayman), la madre (vera farmiga) e schmuel (jack scanlon).
un goffo tentativo di pseudovittimismo che come cittadino di questo mondo quasi mi offende. credo che il peccato originale stia nel romanzo da cui è tratto, ma non avendolo letto (ho solo visto un'intervista dell'autore) non mi pronuncio.
secondo me è il modo peggiore per spiegare la shoah ai bambini, o per provare empatia per gli internati.
almeno Train de vie era ben fatto e ironico, aveva una sua chiave di lettura.
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08 dicembre 2008
buio della mente
18 maggio 2008
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