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20 settembre 2010

Caro Bambi,

sono nato qualche decennio dopo di te, e come è successo a milioni di bambini mi sono commosso guardando la tua storia, ho pianto copiosamente, e ovviamente non aveva la minina importanza che non fossi reale, "solo" un'invenzione della mente geniale di walt disney. insomma, ho provato forti emozioni (una delle prime volte nei miei ricordi), e credo che per me quella fosse una tappa importante della mia infanzia, nonostante non abbia visto molte volte il tuo film, dato che per ovvi motivi non era al cinema, né possedevo una videocassetta, che si sarebbero diffuse quando ormai ero troppo grande.
tutto questo per farti capire che quella domenica, in montagna, dopo una passeggiata, la decisione di prendere cervo in salmì con polenta saracena non l'ho presa alla leggera.
far cadere la scelta su un altro piatto però non avrebbe fatto di me un uomo migliore, dal momento che sono un abituale carnivoro. anche se cerco di limitarne il consumo con sostitutivi vegetali, comunque la mangio numerose volte la settimana. anch'io mi comporto come la maggior parte degli esseri (in?)umani su questo pianeta: con un po' di impegno potrei fare a meno della carne di altri animali, ma non lo faccio, per scelta personale, abitudine, pigrizia, e immagino induzione (???) sociale. comunque non ho nessuna intenzione di nascondermi dietro a un dito, cercare alibi. sono colpevole e lo riconosco, se mangio carne non è colpa di nessuna altro se non mia.
nonostante tutto, spero tu possa perdonarmi.
con sconfinato affetto,
f

12 novembre 2006

Antony and the Johnson "I am a bird now" (2005)


Anthony Hegarty è uno spirito femminile imprigionato in un corpo maschile. Un giorno spiegherà le sue ali e volerà via, libero. Questo suo secondo meraviglioso album esprime tutto il disagio, ma anche la consapevolezza del proprio ego. Struggente, sublime, emozionante. Interventi di Lou Reed, Devendra Banhart, Rufus Wainwright e Boy George. Il pathos mette in secondo piano la forma a volte troppo grezza delle canzoni, e le registrazioni non impeccabili, soprattutto dei fiati. Ma chi se ne frega, anzi meglio. Mi siedo in un angolo, chiudo gli occhi e volo via con lui.
4,5

03 novembre 2006

beirut, gulag orkestar

i balcani osservati dagli occhi curiosi di questo interessantissimo esordiente 19enne d'oltreoceano. il risultato è un delicato e bellissimo album, che vive tra i fiati, le fisarmoniche, le chitarre e mille altri ingredienti che formano un'atmosfera unica. su cui galleggia la voce acuta di zach condon. una musica eterea e bastarda, senza tempo né età, gioiosa e amara allo stesso tempo.
4