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04 gennaio 2012
06 ottobre 2009
Il parlamento è troppo grande
Domanda: come commenta le assenze del PD di ieri?
D'Alema: beh certamente sono state inopportune, diciamo, bisognerà un po' discutere di come funziona il gruppo parlamentare... non è vero che se c'erano quei deputati vincevamo noi eh, questo mi pare una forzatura.
Domanda: ...per quanto riguarda le pregiudiziali di incostituzionalità portate avanti dall'Italia dei Valori... c'è stata l'accusa che lei era assente.Risposta: si è vero perché avevo una manifestazione e non mi era stato spiegato bene che era un voto importante, e purtroppo sa nella vita politica succede, alcuni degli assenti di ieri erano a Madrid ad un convegno, non è che la gente si fa le vacanze.
Domanda: lo scudo fiscale è importante o no?
Risposta: lo scudo è certamente importante e il gruppo dovrebbe farlo capire a tutti i parlamentari. Dovrebbe funzionare così. Evidentemente non è che non funziona granché bene
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05 settembre 2008
forse la multa non la devo pagare. hanno sbagliato a mettere la data. in effetti, sul sito del comune NON la posso pagare perché sono passati più di 15 giorni dalla data SBAGLIATA scritta sull'accertamento di infrazione quindi devo aspettare 15 giorni la notifica che mi arrivi a casa che ovviamente costerà virtualmente di più. cheppalle. devo PER FORZA tentare di fare il furbo. non la posso pagare e basta.
04 settembre 2008
28 agosto 2008
La frutta italiana costa meno all’estero
Le inefficienze nella filiera ortofrutticola, dal campo alla tavola, sono alla base di ricarichi ingiustificati che sfociano nel paradosso: in Germania la frutta e la verdura prodotte nel nostro Paese costano di meno che da noi
La frutta Made in Italy costa meno all'estero che in Italia. A denunciare le pesanti distorsioni nella filiera dal campo alla tavola, lungo la quale i prezzi in media aumentano del 200% è la Coldiretti. "Le differenze di prezzo riscontrate in Germania sono tra il 5 e il 10%, mentre i trasporti pesano in media fino al 30% sul costo finale dell'ortofrutta, con differenze a seconda delle diverse distanze", si legge in una nota.
(kataweb, 28/8/08)
La frutta Made in Italy costa meno all'estero che in Italia. A denunciare le pesanti distorsioni nella filiera dal campo alla tavola, lungo la quale i prezzi in media aumentano del 200% è la Coldiretti. "Le differenze di prezzo riscontrate in Germania sono tra il 5 e il 10%, mentre i trasporti pesano in media fino al 30% sul costo finale dell'ortofrutta, con differenze a seconda delle diverse distanze", si legge in una nota.
(kataweb, 28/8/08)
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27 agosto 2008
13 agosto 2008
Per chi non aveva spicci in tasca...
concerto live al Fox Theatre di Atlanta dello scorso 5 luglio
in streaming
in podcast
su NPR.org
10 ottobre 2007
£ 0.00
It's the first major album whose price is determined by what individual consumers want to pay for it. And it's perfectly acceptable to pay nothing at all.Posso dire di essere emozionato?
Time.com, 1/10/07
Ho prenotato il nuovo disco dei Radiohead la scorsa settimana sul loro sito. Come suggerito, ho indicato l'importo che volevo pagare (e cioè 0,00: l'unica cifra che non ha bisogno di essere convertita) e ora mi sto ascoltando il lavoro dei Radiohead, finito 10 giorni fa, prenotato una settimana fa, scaricato 20 minuti fa, a costo zero (che non sembra un granché, al primo ascolto...). Se è vero quello che ho sentito dire, e cioè che la cifra media offerta per il downloading del pacchetto è più o meno la stessa che per un qualsiasi altro album a pagamento su iTunes, allora forse siamo di fronte a un punto di svolta, fatto non da pionieri, dato che molti altri hanno "osato" prima, ma forse i primi di questo peso a offrire in modo totalmente gratuito il proprio lavoro, sin dal debutto e al 100%. Non più le briciole da farti annusare per far venire l'acquolina ad acquistare, ma il pasto completo, tutto e subito, consegnato a domicilio dal ristorante con tre forchette. Decidi quanto pagare per mangiare. Una prodigiosa operazione di marketing, con la differenza che il trucco e l'inganno non ci sono (almeno spero...). Altri li seguiranno, i nine inch nails ha(nno) rotto il contratto, i pearl jam pure. quello che hanno fatto i radiohead per primi tra i giganti è dimostrare che i soldi possono essere il mezzo e non il fine. ok, adesso torno con i piedi per terra...
Le case discografiche stanno reagendo in maniera goffa e scomposta (per esempio denunciando i propri clienti... del resto, è più semplice comminare una multa a una massaia del minnesota che perseguire penalmente l'intera repubblica popolare cinese. più facile ma a chi giova?), i fan/clienti/ascoltatori stanno reagendo da tempo positivamente (ormai se ne sono accorti tutti tranne i dinosauri).
ieri il quadro era desolante, con il costume e l'industria a inseguire l'arte e la tecnologia (neanche troppo avanzata...). da oggi il quadro è quello di ieri ma con una certezza in più. si può.
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19 ottobre 2006
alitalia/cimoli
Dal Sole-24 Ore del 18/10/2006
Buonuscita in caso di dimissioni - Lo stipendio è il più alto tra i vettori Ue. È pronto un paracadute d'oro
«Il contratto di lavoro in essere con il presidente-amministratore delegato prevede che qualora il presidente-a.d. si dimetta dal rapporto di lavoro su richiesta dell'azionista di maggioranza di Alitalia, avrà diritto a percepire l'intero compenso che gli sarebbe spettato sino alla scadenza del termine contrattuale, considerando per la parte variabile come integralmente raggiunti gli obiettivi».
Giancarlo Cimoli gode di un paracadute d'oro se il Governo lo licenzia, come descritto nel prospetto pubblicato dall'Alitalia per l'aumento di capitale da un miliardo di euro lanciato nel novembre 2005.
Cimoli prometteva l'utile per quest'anno, invece si stima una perdita di 300 milioni. Sfiduciato da mezzo Governo, contestato dai sindacati, Cimoli sembra in uscita. Avrebbe chiesto otto milioni di euro per togliere il disturbo. Se gli venisse riconosciuto quest'importo sarebbe sorprendente, perché il suo contratto di lavoro, un contratto di amministrazione di tre anni, terminerà in maggio. Cimoli è in carica dal 5 maggio 2004. Ha lasciato le Fs con una buonuscita di circa 5 milioni. Il suo successore, Elio Catania, il mese scorso si è dimesso con una buonuscita, secondo indiscrezioni, tra 5 e 7 milioni.
Il compenso lordo del presidente dell'Alitalia nel 2005 è stato di 2,786 milioni di euro (+21% sul 2004). È lo stipendio più alto fra i capi delle compagnie aeree europee. Alitalia è in rosso (nel 2005 167 milioni di perdita, dopo proventi straordinari), le altre in attivo.
Guadagna meno di tutti Michael O'Leary, l'amministratore delegato della prodigiosa Ryanair: 837mila euro nel bilancio al 31 marzo 2006 (+23%), con un utile netto di 306,7 milioni (+10%). Wolfgang Mayrhuber, a.d. della Lufthansa, che ha chiuso il bilancio 2005 con 453 milioni di utile netto, ha percepito 1,34 milioni lordi, la metà di Cimoli. Più bassi i compensi di Air France-Klm, 913 milioni di utile netto nell'esercizio al 31 marzo 2006. Il presidente Jean-Cyril Spinetta ha percepito 966.720 euro lordi, Leo van Wijk, presidente Klm, 1,096 milioni.
British Airways ha dichiarato 467 milioni di sterline di utile netto nel bilancio al 31 marzo 2006, cioè 694 milioni di euro. Al timone ci sono stati prima Rod Eddington, poi Willie Walsh. Eddington ha ricevuto 383mila sterline (569mila euro), Walsh 887mila sterline (1,32 milioni di euro): nel complesso Ba ha pagato ai due capiazienda 1,89 milioni di euro. Eddington ha inoltre guadagnato con le stock option 1,54 milioni in euro.
Cimoli non ha opzioni azionarie. Gli conviene, visti i chiari di luna per Alitalia in Borsa.
Buonuscita in caso di dimissioni - Lo stipendio è il più alto tra i vettori Ue. È pronto un paracadute d'oro
«Il contratto di lavoro in essere con il presidente-amministratore delegato prevede che qualora il presidente-a.d. si dimetta dal rapporto di lavoro su richiesta dell'azionista di maggioranza di Alitalia, avrà diritto a percepire l'intero compenso che gli sarebbe spettato sino alla scadenza del termine contrattuale, considerando per la parte variabile come integralmente raggiunti gli obiettivi».
Giancarlo Cimoli gode di un paracadute d'oro se il Governo lo licenzia, come descritto nel prospetto pubblicato dall'Alitalia per l'aumento di capitale da un miliardo di euro lanciato nel novembre 2005.
Cimoli prometteva l'utile per quest'anno, invece si stima una perdita di 300 milioni. Sfiduciato da mezzo Governo, contestato dai sindacati, Cimoli sembra in uscita. Avrebbe chiesto otto milioni di euro per togliere il disturbo. Se gli venisse riconosciuto quest'importo sarebbe sorprendente, perché il suo contratto di lavoro, un contratto di amministrazione di tre anni, terminerà in maggio. Cimoli è in carica dal 5 maggio 2004. Ha lasciato le Fs con una buonuscita di circa 5 milioni. Il suo successore, Elio Catania, il mese scorso si è dimesso con una buonuscita, secondo indiscrezioni, tra 5 e 7 milioni.
Il compenso lordo del presidente dell'Alitalia nel 2005 è stato di 2,786 milioni di euro (+21% sul 2004). È lo stipendio più alto fra i capi delle compagnie aeree europee. Alitalia è in rosso (nel 2005 167 milioni di perdita, dopo proventi straordinari), le altre in attivo.
Guadagna meno di tutti Michael O'Leary, l'amministratore delegato della prodigiosa Ryanair: 837mila euro nel bilancio al 31 marzo 2006 (+23%), con un utile netto di 306,7 milioni (+10%). Wolfgang Mayrhuber, a.d. della Lufthansa, che ha chiuso il bilancio 2005 con 453 milioni di utile netto, ha percepito 1,34 milioni lordi, la metà di Cimoli. Più bassi i compensi di Air France-Klm, 913 milioni di utile netto nell'esercizio al 31 marzo 2006. Il presidente Jean-Cyril Spinetta ha percepito 966.720 euro lordi, Leo van Wijk, presidente Klm, 1,096 milioni.
British Airways ha dichiarato 467 milioni di sterline di utile netto nel bilancio al 31 marzo 2006, cioè 694 milioni di euro. Al timone ci sono stati prima Rod Eddington, poi Willie Walsh. Eddington ha ricevuto 383mila sterline (569mila euro), Walsh 887mila sterline (1,32 milioni di euro): nel complesso Ba ha pagato ai due capiazienda 1,89 milioni di euro. Eddington ha inoltre guadagnato con le stock option 1,54 milioni in euro.
Cimoli non ha opzioni azionarie. Gli conviene, visti i chiari di luna per Alitalia in Borsa.
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