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12 settembre 2019

Don delillo Libra (1988)

bello, ispirato, l’autore in forma. un punto di vista insolito (ma condiviso da molti) per la madre di tutti i complotti, pane per delillo



05 ottobre 2010

E. Morris, The Fog of War (03)

la guerra secondo robert mcnamara. il punto di vista di chi ha il dito sul grilletto.
a tratti sconvolgente. guerra, morte e distruzione (reali, non teorici) con una ludicità e una fredda determinazione impressionanti. mcnamara si emoziona solo alla rievocazione della morte di jfk.
interessante, comunque la si pensi.
l'uomo ha la percezione della morte, della guerra e dei metodi che utilizza per annientare i propri simili? io probabilmente no.
esplode una bomba a peshawar, muoiono 100 persone. cento persone! penso all'ammasso di carne, all'odore, all'orrendo spettacolo, a tutte queste immagini superficiali, non considero le 100 esistenze che in pochi attimi vengono spazzate via, 100 famiglie sconvolte dal gesto di una persona.
seconda guerra mondiale, tokyo viene rasa al suolo da bombe incendiarie. una città come tokyo (ovvero delle dimensioni di new york, per dare al pubblico americano un'idea più congeniale) spazzata via da un giorno all'altro. sotto le macerie 100.000 morti. centomila. dresda rasa al suolo al 99%.
l'uomo brucia vivo il prossimo, il proprio simile, lo scioglie nell'acido. oppure, lo spegne lentamente in un gulag. che cosa si prova a uccidere, volontariamente e in maniera premeditata. bisogna possedere una predisposizione? l'umanità è buona o malvagia? o nessuna delle due? ha un senso porsi una domanda del genere? perché l'uomo è anche così bravo a odiare il proprio simile, gli viene così naturale? io voglio amare, non odiare. eppure, non ho difficoltà nell'odiare. io sono buono o malvagio? buono perché non ho mai ucciso nessuno?
è così facile?

25 gennaio 2010

jackie-o

osservando il filmato dell'assassinio del presidente kennedy a dallas nel 63 (il famoso zapruder), subito dopo i movimenti innaturali di jfk in avanti e indietro della testa dati dai proiettili, passati pochi attimi di smarrimento si vede la first lady jacqueline kennedy alzarsi e scivolare gattoni sull'enorme parte piana della limousine. ho sempre pensato (chissà perché) che tentasse di scappare dal pericolo, un'azione irrazionale e date le terribili circostanze del tutto plausibile. apprendo invece (anche da una trasmissione tv) che il suo era un tentativo estremo (e appunto irrazionale) di recuperare materiale cerebrale del marito. questo non fa di lei una persona più coraggiosa, impavida, più o meno intelligente di quanto pensassi, ma certamente mi obbliga a considerarla sotto una luce differente. più umana ma più solida. meno fredda, istituzionale, più istintiva.
migliore, dopotutto.

06 giugno 2007


In this photo released by the National Portrait Gallery, artist Tina Mion's painting "Stop Action Reaction," depicts Jacqueline Kennedy as part of a series of portraits of first ladies. It is part of the National Portrait Gallery's new exhibit "Portraiture Now: Framing Memory," in Washington through Jan. 6, 2008. (AP Photo/National Portrait Gallery)

19 febbraio 2007

Assassinio jfk nuovo video girato 90 secondi prima

A distanza di 44 anni un nuovo filmato che racconta per immagini -e senza audio- gli ultimi momenti di vita del presidente Kennedy assassinato a Dallas il 22 novembre 1963. E' stato donato al Sixth Floor Museum dal fotografo George Jefferies