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04 novembre 2010

01 settembre 2010

10 febbraio 2010

(scusate, digestione complicata)
(poi me ne vado)

Juve, rientrano gli infortunati
Cannavaro è già disponibile

wow!
adesso sì che spacchiamo il culo ai passeri!
e pare giochi anche dinamite salihamidzic!!!
ho i capezzoli turgidi al solo pensiero
mi sto pisciando addosso come i cani
(uno che segna non di culo no, eh?)
"Ancora da definire, infine, la data del rientro di Iaquinta" (maprcd...)
Sissoko assente "in permesso per ritirare due plantari ortopedici" (dove li ha fatti fare, a bamako? un giocatore di serie A non decide LUI quando ritirare i fottuti plantari?)

(non c'entra un cazzo, ho capito male o adesso squalificano chi bestemmia in campo E chi mostra la maglietta tipo "dio fa questo e quello" ["Non saranno più ammesse nemmeno le scritte sui sottomaglia, con contenuti politici o religiosi", Giancarlo Abete]? Quindi "inter merda" sì [e anche "vi ho purgato ancora"] ma "gesù ti ama" no? mefistofelico...)

27 dicembre 2007

SLA e calcio

Bonolis invita alcuni ospiti per parlare delle morti sospette di giocatori di calcio e sul possibile collegamento con il doping. Molti dei calciatori citati sono morti in seguito a sclerosi laterale amiotrofica. Ovviamente nessuno (né il conduttore né gli ospiti) fa altre ipotesi: fa più audience scagliarsi contro i pericoli del doping...

Ma se...

Gli stessi agenti dopanti assunti dai calciatori vengono impiegati illecitamente in altri sport. Se fossero loro i responsabili, perché negli altri sport non c'è una percentuale così superiore alla media di casi di SLA come accade invece nel calcio (100-150 volte la norma)???

Commento

È molto più plausibile la tesi secondo la quale nel calcio i continui traumatismi e soprattutto l'interessamento del sistema nervoso centrale (colpi di testa) possano essere all'origine della malattia. Purtroppo la tesi del doping è molto più comoda perché si salva lo sport e il business. Se un genitore vuole che il figlio si diverta o che diventi ricco e famoso come Maradona lo mandi pure a calcio, ma se pensa che il calcio sia uno sport sanissimo, rifletta...

Sono arrivati i primi "contro ma se...".

> come mai questo problema sembra emerso negli ultimi anni e non è invece una malattia che nasce insieme al gioco del calcio

Il periodo incriminato riguarda gli ultimi 20-30 anni. Prima di tale periodo il calcio risultava meno "pericoloso" per alcuni motivi:

a) si giocava di meno e i tempi di recupero dei traumatismi erano più lunghi. Pensiamo a un pugile: un conto è se fa un incontro all'anno e un altro se ne fa uno al mese. Nel primo caso il suo corpo ha tempo di restaurare i danni.

b) Prima del 1970 non esisteva l'abitudine di usare massicciamente antidolorifici. Gli antidolorofici (che non sono doping, ma farmaci normalissimi venduti a TUTTI in farmacia: qui si potrebbe aprire un dibattito sul fatto che sia corretto che la vendita sia libera, ma esula dal nostro tema) non fanno altro che sopprimere il dolore, permettendo altri traumi su traumi.

> Si potrebbe fare un'analisi comparativa con il rugby, hockey, motociclismo e la box dove traumatismi sono simili o superiori a quelli del calcio.

L'esempio non è corretto. Il calcio è l'unico che unisce un'accoppiata mortale: traumatismi alla testa e traumatismi in allenamento. E questo ormai per 12 mesi all'anno. Il pugile per lunghi periodi della sua preparazione non subisce lo stesso traumatismo che sopporta durante il match. Un calciatore ogni volta che si allena colpisce di testa per 10-20-30 volte al giorno.

> Ogni sport, da quel poco che trapela, ha i suoi dopanti. Il calcio, a differenza di altri sport, necessiterebbe contemporaneamente di dopanti per migliorare il fondo, dopanti per migliorare la rapidità, e dopanti per consentirti di essere per 10 mesi sempre ad altissimi livelli con impegni, in termini di partite, che alle volte sfiorano le 100 partite all'anno. Ogni riferimento ad altri sport, sotto questo punto di vista, mi sembra improprio.

Pensiamo al ciclismo: circolano esattamente gli stessi dopanti del calcio. Epo per aumentare la resistenza, anabolizzanti per aumentare la forza, stimolanti per essere sempre al meglio (100 partite all'anno sono una bazzecola rispetto a correre Giro d'Italia, Tour de France, mondiali ecc.). Non vedo differenze. Inoltre occorre rilevare che 30 anni fa non c'erano gli agenti dopanti di oggi (epo, nandrolone ecc.): spesso era solo un doping fai da te con sostanze che nulla hanno a che vedere con quelle attuali, quindi sarebbe comunque fuor di luogo tirare in ballo il doping attuale.
(www.albanesi.it)

16 ottobre 2007

gol


Altro che Roberto Carlos...

(repubblica.it, 16 ottobre 2007)

Strepitoso gol del difensore Rey del Venezuela nella partita vinta in trasferta contro l'Ecuador: una punizione-bomba da centrocampo
La partita è finita 1 o 0 per i venezuelani. Josè Manuel Rey, ex Deportivo La Coruna e Dundee United, ha 31 anni e gioca nella squadra cipriota dell'Aek Larnaca.

20 ottobre 2006

Good night and good luck - George Clooney (e altro)

Sul mio divano a vedere l'ultimo (?) film di Clooney. 1953, il giornalista (radio e) televisivo Ed Marrow, maccartismo e caccia alle streghe. Storia di uomini tutti d'un pezzo e di tempi in cui si capiva chiaramente quali erano i buoni e quali i cattivi, dove stava il bene e dove il male, il bianco e il nero. Si è poi ampiamente capito, col senno di poi, che le cose non stavano così, e che la prassi, la quotidianità, il mondo reale erano vaste paludi di grigio, dove si aggira(va)no gli uomini dell'ambiguità, che si schiera(va)no a seconda della convenienza dall'una o dall'altra parte; o da tutt'e due. Non a caso il bianco e nero del film non è nitido, ma morbido e fumoso (nel vero senso della parola). O forse è il mio televisore...
Non so, non mi convince appieno, che cos'è, un film-denuncia, una docu-fiction? Non è chiaro, è fumoso.
3, comunque.
"Che bella voce ha Ed Marrow", dice M. Che poi sarebbe quella del doppiatore di David Straitharn, non ho voglia di andare a vedere come si chiama.
***
Si dà il caso che abbia appena finito di leggere un numero monografico su sulla nazionale di calcio italiana (e su tutti i mondiali e gli europei in generale), dal primo mondiale del 1934 all'europeo del 2004. Così, a naso, sembra che ci fossero più uomini integerrimi, ancora tutti d'un pezzo, inflessibili alle proprie idee, duri e sinceri, sia nel bene sia nel male. Sicuramente è un'impressione sbagliata. E fumosa.

29 agosto 2006

così per caso ho appena finito di leggere un numero monografico dell'europeo sulla nazionale di calcio italiana - e più in generale sulla storia del calcio dal mondiale del 1934 all'europeo del 2004 (manca po-po-po-po-po-po-po). anche a proposito di good night and good luck mi sembra che ai bei vecchi tempi, fino alla fine degli anni 60, ci fossero molti più uomini integerrimi, tutti d'un pezzo, inflessibili alle proprie idee, sia nel bene sia nel male. sicuramente è un'impressione sbagliata