Epopea
Come sempre
Visualizzazione post con etichetta mogwai. Mostra tutti i post
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16 maggio 2021
29 settembre 2018
24 settembre 2017
03 settembre 2016
14 marzo 2016
22 marzo 2015
03 aprile 2014
14 maggio 2013
29 novembre 2012
01 dicembre 2011
11 marzo 2011
mogwai
Hardcore Will Never Die, But You Will (11)
impercettibile costante evoluzione
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***
Disse che l'aveva trovato: voleva uccidere il lupo. Ma il lupo non morì mai. Doveva mordersi nella sua pelle. perché stava pensando, disse la foresta, stava pensando un modo per farlo guarire quel povero leone
live @ alcatraz milano
relazioni diplomatiche a pranzo, giornata lunga, macchina, multa, alcatraz
sul palco come benvenuto un tizio triste con chitarra acustica
poretti
inizio scolastico ostico procrastico, poi avvolgono
i mogwai sono una lunga strada che non porta da nessuna parte
bello, nonostante tutto
1h 40' tutto compreso
adesso posso riposare in pace
impercettibile costante evoluzione
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***
Disse che l'aveva trovato: voleva uccidere il lupo. Ma il lupo non morì mai. Doveva mordersi nella sua pelle. perché stava pensando, disse la foresta, stava pensando un modo per farlo guarire quel povero leone
live @ alcatraz milano
relazioni diplomatiche a pranzo, giornata lunga, macchina, multa, alcatraz
sul palco come benvenuto un tizio triste con chitarra acustica
poretti
inizio scolastico ostico procrastico, poi avvolgono
i mogwai sono una lunga strada che non porta da nessuna parte
bello, nonostante tutto
1h 40' tutto compreso
adesso posso riposare in pace
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rm hubbert
23 febbraio 2011
08 dicembre 2009
Mogwai Live Film "Burning" Teaser from Nathanaël Le Scouarnec on Vimeo.
The Scottish band Mogwai performs an incandescent show in front of a stunned crowd. As if time stood still, the audience is transported along by musical waves, both poetic and violent. 'Burning' dives into this wild sensual flow. Directors Vincent Moon and Nathanaël Le Scouarnec guide us into a dream where there is no tomorrow. This is a black and white experience of the senses carved by the raw emotion of this pioneering band that doesn't need any words to touch the heart of its listeners. Layered and innovative, the movie has its finger firmly on their pulse, a sonic adventure between hope and rebellion. A lifetime of feelings in just one night.
01 dicembre 2009
12 febbraio 2009
Mogwai live @ Rolling Stone (Milano) 10/2/2009
21.30 circa
(pur)troppo tardi decido di parcheggiare la macchina in superdivieto dopo intense ricerche. copro velocemente i 15-18 isolati che mi separano dal rolling stone. a cercare parcheggio ho decisamente perso tempo, e infatti non solo mi sono perso gli errors, ma anche i mogwai hanno già iniziato! spero da poco. sorprendentemente strapieno e pubblico compatto, non mi resta che fermarmi nel settore femminile, dove le ragazze si mettono perché vorrei-salire-sul-gradino-e-infilarmi-nella-calca-ma-non-mi-sentirei-a-mio-agio. e-poi-non-vedrei-un-cazzo-lo-stesso. andiamo-al-cesso-in-due. (a proposito, pensavo che i mogwai fossero del genere scacciafighe, ma non è affatto così. ci sono molte donne, molto giovani, e meno, poco pubblico alternative, molto casual, grigio, nocciola, blu, autunno, inverno. pochi piercing e per nulla capelli colorati.
entrato, vengo accolto dal muro di (3) chitarre distorte (alla mogwai) che sovrastano basso, batteria e (più avanti) tastierino numerico. birra. (ma ho ancora freddo...) luci fisse, soffuse e dense, lunghe cavalcate nelle steppe elettrificate, evocazione e suggestione, pathos, qualche "grazie", ondate di chitarra, a valanga, ininterrottamente, quello che ci si aspetta, quello che IO voglio, potrei ascoltarli ogni martedì, farli diventare un'abitudine, come un dopolavoro bocciofilo, che non sarebbero monotoni, o forse sì, il pathos se ne andrebbe a farsi fottere. fatto sta che queste due ore scarse mi sono decisamente piaciute, nonostante la posizione di merda dell'ultimo momento e altre quisquilie. bravi scozzesi.
scaletta ufficiosa qui
(pur)troppo tardi decido di parcheggiare la macchina in superdivieto dopo intense ricerche. copro velocemente i 15-18 isolati che mi separano dal rolling stone. a cercare parcheggio ho decisamente perso tempo, e infatti non solo mi sono perso gli errors, ma anche i mogwai hanno già iniziato! spero da poco. sorprendentemente strapieno e pubblico compatto, non mi resta che fermarmi nel settore femminile, dove le ragazze si mettono perché vorrei-salire-sul-gradino-e-infilarmi-nella-calca-ma-non-mi-sentirei-a-mio-agio. e-poi-non-vedrei-un-cazzo-lo-stesso. andiamo-al-cesso-in-due. (a proposito, pensavo che i mogwai fossero del genere scacciafighe, ma non è affatto così. ci sono molte donne, molto giovani, e meno, poco pubblico alternative, molto casual, grigio, nocciola, blu, autunno, inverno. pochi piercing e per nulla capelli colorati.
entrato, vengo accolto dal muro di (3) chitarre distorte (alla mogwai) che sovrastano basso, batteria e (più avanti) tastierino numerico. birra. (ma ho ancora freddo...) luci fisse, soffuse e dense, lunghe cavalcate nelle steppe elettrificate, evocazione e suggestione, pathos, qualche "grazie", ondate di chitarra, a valanga, ininterrottamente, quello che ci si aspetta, quello che IO voglio, potrei ascoltarli ogni martedì, farli diventare un'abitudine, come un dopolavoro bocciofilo, che non sarebbero monotoni, o forse sì, il pathos se ne andrebbe a farsi fottere. fatto sta che queste due ore scarse mi sono decisamente piaciute, nonostante la posizione di merda dell'ultimo momento e altre quisquilie. bravi scozzesi.
scaletta ufficiosa qui
29 novembre 2008
mogwai the hawk is howling (08)
un altro avvolgente ed entusiasmante album dei mogwai. è sempre la stessa cosa: chitarra pianissimo e fortissimo, la voce è rara e fuori luogo, sono i m. un gruppo strumentale. in avanti, prendere o lasciare. 3,25
17 settembre 2008
24 marzo 2008
Mogwai
I mogwai sono la madre di tutte le battaglie, l'episodio zero del concetto rock odierno, inteso come incedere primordiale, lentezza esasperante interrotta da rari squarci chitarri, cercando di rappresentare l'assoluto from glasgow.
ascoltare/lasciarsi rapire completamente ma solo se convinti al 100% o lasciare perdere del tutto. valida come regola generale, tutto o niente - lagrime agli occhi o svuota cestino - senza rimpianti. indifferenti di fronte alla carestia musicale odierna, non accettare compromessi, prima o poi si trova la propria oasi, il proprio posto caldo. i mogwai mi convincono molto.
ho visto i mogwai dal vivo solo una volta in una specie di scantinato a milano chiamato binario zero (spero nel frattempo sia diventato un'autorimessa). facevano da spalla a un merdoso gruppo italiano di cui non ricordo il nome. la situazione non aiutava, quei 40 minuti di mogwai non li ho compresi subito appieno. l'ascolto di mogwai anche dal vivo richiede tempo e testa.
16 dicembre 2006
Mogwai - Come On Die Young (1999)
mi ha sempre affascinato lo stile e l'atmosfera moguese. questo è un pilastro del loro mood. sempre sul punto di esplodere, non succede mai a sproposito. l'attesa è l'evento, l'azione un momento di riflessione3
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