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13 ottobre 2010

ipse dixit

Di fatto, tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell'atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa un numero sempre crescente di particelle di luce dette "fotoni".
Roberto Giacobbo (vicedirettore Rai 2), 2012: Fine del mondo?, pagina 127.

21 maggio 2010

oh. mio. dio.

questo braccialetto (ma c'è anche il polsino o semplicemente l'ologramma adesivo) se indossato permette di "implementare l'energia" del tuo corpo

"What is Power Balance?
Power Balance is performance technology that uses holograms embedded with frequencies that react positively with your body’s natural energy field.

How does it work?
Most everything has a frequency inherent to it.  Some frequencies react positively with your body and others negatively. When the hologram comes in contact with your body’s energy field, it allows your body to interact with the natural, beneficial frequency stored within the hologram. This results in improved energy flow throughout your body.

Balance • Strength • Flexibility"

Qui ho trovato (non che ce ne fosse bisogno) alcuni commenti qualificati a riguardo:

"Stefano Rossi, che insegna ingegneria dei materiali all’Università (università, non tenda voodoo, ndr) di Trento, è secco: 'Non si è mai sentito che in assenza di una fonte energetica, materiali come tessuti (perché ci sono altrove anche mutande che creano maggiore stabilità, ndr) od ologrammi possano emettere delle frequenze, tantomeno quelle dell’infrarosso, che altro non sono che calore'.

È scettico anche Lorenzo Chiari, del Biomedical Engineering Group dell’Università di Bologna. 'Non ho notizia di nulla del genere,  commenta il ricercatore impegnato da anni in ricerche sui metodi tecnologici per migliorare l’equilibrio che però, ci spiega, finora hanno sempre usato canali fisici e mai frequenze, tanto meno quelle dell’infrarosso'.
E i risultati del test effettuato da un laboratorio indipendente che dimostrerebbero l’efficacia delle magliette S+ability? Il giudizio di Baldissera, al quale li abbiamo sottoposti, è netto: “Si tratta di una sperimentazione priva di valore scientifico che verrebbe rigettata da qualsiasi rivista medica: non solo il campione di soggetti è troppo esiguo (sono ben 6, ndr) e la metodologia lascia dubbi, ma non è fornita nessuna misurazione né alcun dato statistico”.
Solo 'scetticismo preconcetto della lobby medico-farmaceutica' per la Power Balance:  quello che la scienza occidentale non comprende pienamente, dice, è che siamo 'macchine elettrochimiche', ossia una combinazione di energia e materia.
Ad aver indagato di più su questo versante è certamente la medicina orientale e infatti sia i produttori delle magliette che quelli dei braccialetti fanno leva sull’agopuntura. Ma neppure in questo campo troviamo conferma delle spiegazioni ricevute. 'Alquanto perplesso' si dice, per esempio, Annunzio Matrà, medico chirurgo esperto di agopuntura, nonché consigliere della Federazione italiana delle società di agopuntura e membro dell’Osservatorio sulle medicine non convenzionali della Regione Emilia-Romagna. E ci spiega: 'È vero che l’agopuntura si basa sulla teoria cinese dei canali di energia, la cui esistenza non è ancora stata dimostrata scientificamente. Ma con l’agopuntura su questi canali si interviene fisicamente piantando gli aghi e si ottengono risultati misurabili. Non ho mai sentito che vi si possa agire tramite frequenze e tanto meno quelle dell’infrarosso'."

30 ottobre 2007

Watson 'shock': ''Neri africani meno intelligenti di bianchi''


Roma, 17 ott. (Adnkronos Salute) - "Le persone di colore africane sono meno intelligenti dei bianchi". Questa l'affermazione shock pronunciata non da una persona qualunque, ma dal premio Nobel per la medicina, il genetista James Watson(nella foto). Lo scienziato, che ha svelato i segreti del Dna, ha spiegato, durante un ciclo di visite nel Regno Unito per la presentare un suo libro, che "la teoria secondo cui la capacità raziocinante è uguale per tutti gli uomini, è falsa".

Le frasi finite sotto accusa sono riportate dal quotidiano britannico 'The Indipendent', e riaprono antiche e mai sopite dispute sui presunti livelli di intelligenza dell'uomo a seconda dell'etnia di appartenenza. "Le politiche occidentali nei confronti dei Paesi africani - ha detto il 79enne Watson, parlando del rapporto tra scienza e 'razze' - sono basate su un errore di fondo. Cioè sull'assunzione che le persone di colore sono tanto intelligenti quanto i bianchi. Mentre i risultati nei test rivelerebbero il contrario". E come se non bastasse, ha aggiunto che "entro una decina d'anni saremo in grado di identificare i geni responsabili delle differenze tra le intelligenze". Per poi dare il colpo di grazia al 'politically correct' affermando: "Chiunque abbia avuto a che fare con un impiegato di colore sa che non è vero che tutti gli uomini sono uguali".

Un punto di vista che anticiperebbe frasi contenute nel libro di prossima pubblicazione a firma di Watson: 'Avoid boring people: lessons from a life in science'. Scorrendo le pagine si legge: "Non c'è alcuna solida ragione per affermare che le capacità intellettuali di popolazioni separate geograficamente nella loro evoluzione si siano sviluppate in maniera identica. La nostra volontà di assegnare a tutti, in maniera uguale, le medesime capacità intellettive non è sufficiente a provare che si tratti della realtà". Tutte affermazioni 'bomba' che la Equality and Human Rights Commission ha detto di voler analizzare nella loro interezza per decidere se si tratti o meno di espressioni di razzismo.

E' un fatto, però, che le frasi di Watson riaccendono un dibattito scientifico aperto nel 1990 dal libro 'The Bell Curve', scritto tra gli altri dallo scienziato Usa Charles Murray. In quel volume si sosteneva, come oggi da Watson, che la genetica determina anche differenti quozienti intellettivi. E dunque le differenti etnie hanno intelligenze diverse. Allora come ora anche la comunità scientifica stigmatizza queste dichiarazioni, bollandole come non scientifiche, prive di fondamento e in realtà frutto di pregiudizi personali.

Il genetista oggi nella bufera non è nuovo però a dichiarazioni 'eretiche'. La comunità scientifica mondiale, pur riconoscendogli il merito di aver aperto la strada della genetica, lo ha sempre considerato una 'testa calda'. Solo dieci anni fa Watson aveva sostenuto che "se fosse possibile avere un test genetico in grado di determinare l'orientamento sessuale del feto, l'aborto sarebbe giustificabile qualora la futura mamma dovesse scoprire che il bambino sarebbe omosessuale". Una frase che cercò di stemperare definendo "ipotetica" la scelta della donna "che non sarà mai possibile attuare". E ancora, il genetista avrebbe teorizzato un collegamento tra l'attività sessuale e il colore della pelle. Secondo questa ipotesi "le persone di colore hanno una maggiore libido". Altra frase a effetto targata Watson, quella secondo cui, prima o poi, "sarà possibile curare la stupidità grazie allo screening e all'ingegneria genetica". E gli possono essere attribuiti anche sconfinamenti vagamente sessisti secondo cui "nel futuro potrebbe diventare realtà la manipolazione dei geni in modo da far nascere solo ragazze belle".
(Adn-Kronos, 17/10/2007)