il teatro degli orrori, s/t (2015)
a partire dai nuovi manifesti programmatici ("sono accadute tante
cose/ma non è successo niente "; "con la paura, madre di ogni
violenza/non si scherza, non si scherza mai") si sente subito il
leitmotiv del tappeto sempre più compatto e devastante di basso batteria
e chitarre, sempre meglio, a cui si aggiunge qualche
macchina/tastiere/effetti. sopra e dentro parole nuovamente amare, ma
con qualche goccia di speranza.
live @ circolo magnolia 7/11/15
il postrock dei redwormsfarm apparecchia per itdo. disturbanti distonici e affascinanti. come sempre.
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16 novembre 2015
02 luglio 2012
il sabato in barca a vela e il lunedì al leoncavallo
il teatro degli orrori, circolo magnolia, 21/06/12
john cage per arpa, valtravaglia, s. antonio sopra caldè, 24/06/12
john cage per arpa, valtravaglia, s. antonio sopra caldè, 24/06/12
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30 marzo 2012
il teatro degli orrori
Il mondo nuovo (12)
si potrebbero dire molte cose di questo lavoro per esempio che è suonato da dio suoni separati che si fondono in un'onda compatta. potente. granitica, oppure che è finalmente un altro disco ai livelli di eccellenza a partire dall'opera in copertina (<--) di roberto coda zabetta (Face Cancel), o che i testi sono sono sempre più rivendicazionisti sempre più politicizzati, che l'unico peccato commesso da capovilla è che ama un po' troppo pontificare nella sua verbosità ma oltre a ciò nulla da eccepire a questo uragano così nitido cupo e appagante
cerco conferme dal vivo all'alcatraz di milano questa sera e le trovo perdio quanto mi piace questa sensazione sempre più sempre ancora einstuerzende neubauten metallo e pietra e asfalto e amarezza. il desiderio di una vita normale onesta via dalla povertà dalle guerre dalla malvagità un salto nel vuoto nel buio in cerca di accoglienza una briciola di ricchezza di democrazia. di dignità. un soffio di vita un'àncora di salvezza per chi verrà poi
Dimmi addio dimmi che non sono più io/mi sono allontanato dal tuo cuore/e tu non hai saputo far nient'altro che/che dirmi addio/e mi vien da ridere/mentre mi sento morire/ma quanto è vero iddio/voglio vivere/fino in fondo/tutta la mia vita
Doris oggi/ho voglia/di parlare/con te/che non mi ascolti/mai
Adrian l'hai mai vista/una bmw che vola/che spettacolo/vederla rovesciarsi/e ascoltarla stridere/sembra/un bambino/che piange ... Non correre/Non scappare/la dissoluzione/l'entropia/non la puoi fermare/non ci provare/sei/inutile/puoi soltanto/perdere/questo/è il problema/Adrian
Vivere e morire a Treviso spezzare la schiena/dei giorni feriali
si potrebbero dire molte cose di questo lavoro per esempio che è suonato da dio suoni separati che si fondono in un'onda compatta. potente. granitica, oppure che è finalmente un altro disco ai livelli di eccellenza a partire dall'opera in copertina (<--) di roberto coda zabetta (Face Cancel), o che i testi sono sono sempre più rivendicazionisti sempre più politicizzati, che l'unico peccato commesso da capovilla è che ama un po' troppo pontificare nella sua verbosità ma oltre a ciò nulla da eccepire a questo uragano così nitido cupo e appagante
cerco conferme dal vivo all'alcatraz di milano questa sera e le trovo perdio quanto mi piace questa sensazione sempre più sempre ancora einstuerzende neubauten metallo e pietra e asfalto e amarezza. il desiderio di una vita normale onesta via dalla povertà dalle guerre dalla malvagità un salto nel vuoto nel buio in cerca di accoglienza una briciola di ricchezza di democrazia. di dignità. un soffio di vita un'àncora di salvezza per chi verrà poi
Rivendico voglio indietro l'orizzonte/rivoglio il sole d'inverno/voglio il pianeta ai miei piedi/voglio l'universo/voglio guardarti negli occhi/e sapere che/posso ancora fidarmi di te ... io amo/questa canzone/amo/rintronare il palcoscenico/con la forza leziosa/delle mie parole/sognando, correvo/in un campo di grano/il cemento invece/brilla, buio/ovunque vada/le lampade al sodio/sembrano stelle/con cui non puoi/orientare il cuore
Io cerco te nei week end/nelle lune piene/in ogni macchina che passa/in via Togliatti/nei visi tristi/di gente stanca/di vivere così/negli appartamenti/dove nascondere/la voglia di andar via/il mondo nuovo/l'oceano
Non vedo l'ora porto via con me me/la mia guerra civile/anche se a pensarci bene/la cedo volentieri a qualcun'altro/io porterò via con me/porto via con me
ricordi che non passano mai/prendo le mie tribolazioni/in un sacchetto di nylon
e me le porto via/dimenticare/non sarebbe male/porto via con me/i miei risentimenti/lo so bene che la storia/non finisce qui/inizia sempre altrove/porto via con me/l'amore che ho nel cuore
ricordi che non passano mai/prendo le mie tribolazioni/in un sacchetto di nylon
e me le porto via/dimenticare/non sarebbe male/porto via con me/i miei risentimenti/lo so bene che la storia/non finisce qui/inizia sempre altrove/porto via con me/l'amore che ho nel cuore
Skopje un'altra estate e poi/l'inverno nel cuore/Marghera è bella sai/più bella di Skopje
Gli Stati Uniti d'Africa ma che splendida utopia/gli Stati Uniti d'Africa/ma che bell'idea, che bella notizia/gli Stati Uniti d'Africa/e mentre il mondo guarda/gli Stati Uniti d'Africa/non si faranno mai/e poi mai
Cleveland - Baghdad perdonatemi vi prego/ne ho abbastanza/per le strade di Baghdad/ho imparato che/io non voglio più vivere
Martino il mio cuore/non è abbastanza grande/per sopportare tutte/le sue periferie/che ti importa di Martino/prono sull'asfalto/qualcuno/lo calpesta/lo soffoca/lo deride
Cuore d'oceano (caparezza) ti confido un segreto/a 20 anni ero nudo sul ponte/le onde di fronte e una spinta di dietro/dalla nave mi urlavano muoviti/ma non muovevo un metro/nell'abisso il gelo livido delle alture/non ho mai vinto il mare/per iniziare a nuotare/ho vinto le mie paure/nonostante il buio/e nonostante il vuoto in pancia/chi si tuffa in acqua/mulina le braccia/ed io cosa vuoi che faccia/bevo e sputo/mi dimeno/bevo e sputo/Nulla mi placa/nulla e nessuno/nessuno
Ion addio Ion Cazacu arrivederci
Monica Ahmed, Ahmed, Ahmed/non avevi che vent'anni Ahmed/Monica, mi è mancato fra le braccia ieri/non mangiava da due mesi/e nessuno/nessuno/nessuno/si è accorto di lui/Monica, per me me/non è passato neanche un giorno
Monica lo sai/per noi non c'è ritorno
Monica lo sai/per noi non c'è ritorno
Pablo Sembra nessuno/ma parla con gli angeli/e dà loro del tu
Nicolaj resta con me/anima mia/le tue labbra/ancora baciano le mie/i conti non tornano mai/ma quanta forza mi dai/sentirti ancora dentro me/giovane/forte/e bello
Doris oggi/ho voglia/di parlare/con te/che non mi ascolti/mai
Adrian l'hai mai vista/una bmw che vola/che spettacolo/vederla rovesciarsi/e ascoltarla stridere/sembra/un bambino/che piange ... Non correre/Non scappare/la dissoluzione/l'entropia/non la puoi fermare/non ci provare/sei/inutile/puoi soltanto/perdere/questo/è il problema/Adrian
Vivere e morire a Treviso spezzare la schiena/dei giorni feriali
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23 dicembre 2011
La Tempesta compilation dell'omonima etichetta in download gratuito per XL Repubblica
nulla di nuovo sotto il sole
nulla di nuovo sotto il sole
02 dicembre 2011
impressioni dopo fukushima
Credo che entro un margine di tempo relativamente breve ci troveremo a dover fronteggiare un momento in cui sarà necessario e obbligatorio compiere una scelta che avrà a che fare con i reali motivi per cui ci troviamo al punto in cui ci troviamo e con le conseguenze delle strade che intraprenderemo. Anche l’immobilità sarà scegliere, come pure il silenzio. E puoi anche distrarti o chiudere gli occhi, che il gioco si compie comunque. Forse vale la pena esserci, anche solo per vedere come va a finire
Gionata Mirai, Allusioni (11)
26 luglio 2010
25 luglio 2010
Il teatro degli orrori, Raro EP (10)
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07 giugno 2010
mi ami 2010
venerdì: esco tardi dal lavoro macchina coda 5 euro parcheggio 10 minuti a piedi per fortuna non hanno iniziato gruppo bruttino birra poi gruppo passabile da attesa va bene birra poi iniziano ma... non si sente niente è basso alzate il volume fate qualcosa e i 96 decibel per il teatro degli orrori non basta non mi basta non ci basta ma la giunta comunale ha deciso così per il bene pubblico (...) e neanche un'altra birra serve a qualcosa neanche avvicinarsi alle casse così gli è tutto storto finisce mestamente neanche il tempo di andarsene che smontano l'impianto per mettere la consolle da dj malinconoia me ne torno a casa con le pive nel sacco.
sabato: macchina ancora molta più coda altri 5 euro parcheggio altri 15 minuti a piedi gli zen circus hanno già iniziato ma per fortuna solo la prima canzone sono bravi con frank zappa alla batteria il livello audio è decente ma così all'aperto si perde qualcosa 5-6 brani poi arriva la special guest nada inizia in sordina quasi con la voce bassa fredda vuoti a perdere poi si scalda altro che voce fredda "ci tocca" ma che freddo fa amore disperato e luna in piena poi saluta loro ne fanno un'altra (-o paio?) poi come le cose belle finiscono anche loro ci sarebbero anche gli africa unite ma domani mi devo alzare presto (per un cazzo poi domenica mattina di merda) daunaunaunaun 6000 m a piedi macchina parcheggio cani giganti traffico casa
sabato: macchina ancora molta più coda altri 5 euro parcheggio altri 15 minuti a piedi gli zen circus hanno già iniziato ma per fortuna solo la prima canzone sono bravi con frank zappa alla batteria il livello audio è decente ma così all'aperto si perde qualcosa 5-6 brani poi arriva la special guest nada inizia in sordina quasi con la voce bassa fredda vuoti a perdere poi si scalda altro che voce fredda "ci tocca" ma che freddo fa amore disperato e luna in piena poi saluta loro ne fanno un'altra (-o paio?) poi come le cose belle finiscono anche loro ci sarebbero anche gli africa unite ma domani mi devo alzare presto (per un cazzo poi domenica mattina di merda) daunaunaunaun 6000 m a piedi macchina parcheggio cani giganti traffico casa
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24 maggio 2010
22 gennaio 2010
Il teatro degli orrori
s.v.
A sangue freddo (09)
Sembra incredibile che siano arrivati a questa produzione superlusso rispetto al primo
meno disperazione, uguale rabbia, più lucidità del primo
forse indugiano e ostentano troppo (nel)le citazioni
(ma!) meno male che il teatro c'è
★ ★ ★ ☆
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10 novembre 2009
mercoledì
sera. esco dall'ufficio trancio di pizza davanti alla stazione treno a casa finisco di mangiare veloce doccia combatto la pigrizia esco mi dirigo al magnolia per il live del teatro degli orrori. un po' stanco e diluvia ma ho voglia di vedere come sono dal vivo. e poi non ho ancora il nuovo disco appena uscito. parcheggio 3 euro 50 persone (o meno) davanti ai cancelli sotto l'acqua il concerto è sold out rumoreggi ma niente da fare. dopo 25 minuti decido che sono bagnato a sufficienza me ne torno a casa. deep ression. niente concerto a 8 euro niente dischi da ascoltare niente murphy's. mi rifaccio
sabato
al palasharp a vedere i massive attack finisco di lavorare alle 8 metro lampugnano coda per il ritiro biglietti trovo matteo che ho reclutato all'ultimo grazie a un eccesso di acquisti di biglietti di federico (che ci aspetta dentro assieme ad altri due). ec-cellente scenografia luminosa efficace forse troppo cattura molta attenzione avvolgente. loro sono decisamente in forma un paio d'ore promossi a pieni voti. ospitano dal passato martina topley bird oltre al "solito" grande horace andy. passato 1-presente n.p.
p.s.
nella radiografia del tallone non si vede un cazzo quindi sospetta fascite plantare. e si ritorna a due mesi fa. sentiremo il fisiatra probabile terapia ultrasuoni che mi dicono non combina una fava. mi fa male da cani il gomito destro 1 su 2 va bene così.
03 novembre 2009
05 ottobre 2009
17 marzo 2009
Il teatro degli orrori
il loro
questa eccome se è commestibile.
i primi marlene kuntz, surreali, fantastici per ritmo e sregolatezza, interessanti nelle liriche e nella loro musicalità, grottesca lucida pazzia, il basso punk slappato di bleach.
fenomeni come in italia non se ne sentono da tempo. c'è una predominante di improvvisato ma fresco e sapientemente dominato, incanalata alterazione fisica e psichica. la voce grezza e amelodica. ★ ★ ★ ★ ☆
Dio mio
Ma senti questa qui che bella! Una notte buia e minacciosa è per colpa di questa forse, ci siamo spinti troppo lontano e lontano a volte vuol dire morte! Lo sapevi che dovevamo finire cosi, Dio Dio e non so correre nella notte senza meta, senza una luna e tu che inventi fantasmi e spettri per farmi urlare di rimorsi nell'oscurità. Lo sapevi che andava finire cosi! Dio mio, spregevole schifoso, non sei che un lungo delirio di un lungo rifiuto e ti liberi solo di ciò che possiedi. Lo sapevi che andava a finire cosi! Dio mio ma come potrà mai la notte assassina cingere il buio dei tuoi occhi neri? Amore mio, amore mio.... Amore, lo sapevi che andava a finire cosi, Dio mio, e adesso a correre nella notte senza meta, senza la luna e la fredda buia chiave. Dio mio guardaci tu. ...E iniziai a piangere mentre tu dormi senza respiro sei cosi bello che mi ricordi un letto di neve e il vento ride e il freddo soffia, sembra che voglia prendersi gioco del nostro viso e vecchio cappotto ed è per questo non sono mai e poi mai più tornato indietro. Indietro non si ritorna, eh eh eh eh! Questo è poco ma sicuro!
E lei venne!
Finalmente è una morta folle creatura adesso posso bere quanto mi pare
senza vederti impazzire senza dovermi sfibrare
ma soprattutto senza con gesto quotidiano richiamare l'attenzione delle forze dell' ordine
E lei venne!!
Folle di una creatura incontro al destino
beffardo e crudele
Era era era un'estate come questa che mi innamorai di lei
per spegnere la sete orrenda che mi divora dentro
Non basterebbe il vino che può contenere la sua tomba
e non è poco visto che l'ho gettata dritta in fondo a un pozzo
E lei venne!!
Folle di una creatura
incontro a un destino beffardo e crudele
Folle di una creatura
incontro a un destino beffardo e crudele
Ma quanto siete stronzi sfigati e ricchi di mai
né d' estate né d'inverno avete saputo cosa sia davvero l'amore
Evviva sono libero
libero oh la libertà della mente adesso posso bere quanto cazzo mi pare
senza vederti impazzire
senza dovermi sfigurare
ma soprattutto senza con gesto quotidiano richiamare l'attenzione delle forze dell'ordine
Stasera mi sbronzo di brutto
e alla fine mi sdraio per terra e dormo come un cane
mi passasse sopra un tir o un intercity io me ne frego
me ne frego di dio
me ne frego del demonio
me ne frego dei sacramenti
me ne frego di te
non me ne frega niente di dio del demonio dei sacramenti e di te
Folle di una creatura
incontro a un destino beffardo e crudele
Oh non siamo tutti chi un po' più o chi un po' di meno
siamo tutti tutti tutti completamente pazzi
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